Se passi il pollice sulla Moneta, senti il rilievo della sirena. Girandola, trovi la spirale. Sono dettagli che in fotografia si vedono, ma che fra le dita conosci in un altro modo.

Conoscere un oggetto toccandolo
Nelle neuroscienze si parla di percezione aptica per descrivere l’esplorazione degli oggetti attraverso il tatto e il movimento. Una rassegna di Lederman e Klatzky distingue l’elaborazione delle proprietà geometriche da quella delle proprietà dei materiali, come la texture. [1]
Per capire com’è fatto un oggetto lo giriamo, ne cerchiamo il bordo, passiamo un dito sulla superficie. La mano si muove mentre lo esplora.
Il disegno deve funzionare anche sotto le dita
Per un gioiello, questo apre domande di progettazione. Il rilievo si riconosce senza guardarlo? Quanto è marcato il passaggio fra la parte liscia e quella lavorata? Il bordo è gradevole da tenere fra le dita?
Sono domande da farsi con il pezzo in mano. Un disegno può piacere alla vista e risultare diverso quando lo si tocca.
Un gesto personale
Chi indossa un talismano può scegliere di toccarlo in un momento preciso: prima di uscire, mentre aspetta, quando vuole ricordare qualcosa. Quel significato dipende dalla persona e dall’abitudine che costruisce.
Questi studi spiegano come percepiamo gli oggetti. Non hanno misurato gli effetti del nostro talismano: non possiamo quindi attribuirgli benefici sull’ansia o sul sistema nervoso.
Il rilievo resta lì, sotto le dita. Toccarlo può diventare un’abitudine e, per chi lo desidera, un modo per ricordare perché ha scelto quel gioiello.
Lederman & Klatzky, The neural basis of haptic object processing, 2007; abstract. Fonte / Source